sabato 19 aprile 2008

Sarebbe un bel segnale se ...

Non è che voglia dire molto, ma dopo la sparata di Montezemolo contro i sindacati questo sondaggino fra gli utenti di Sky, mi pare interessante.

Speriamo che qualcuno faccia un sondaggio vero su questa questione, perchè non è di poco conto.

Sulle motivazioni che hanno indotto Montezemolo a parlare finalmente male dei sindacati, non ho affatto le idee chiare, anzi, faccio appello a chi le avesse, perchè illumini anche me .....

Se questo sondaggino trovasse riscontro in un sondaggio vero, allora di cose ne avrei da dire e tante! Lo considerei, comunque, un bel segnale che la stragrande maggioranza degli italiani ha davvero deciso di modernizzarsi. Della serie: meglio tardi che mai!


17 commenti:

Anonimo ha detto...

Magari vuole da noi un bel posto da Ministro...

*paraffo* ha detto...

Vuoi combattere il mio pessimismo col tuo ottimismo, amico Camelot?!!

Dai, non farmi sognare ... E non mi riferisco alle eventuali capacità del personaggio, ma al fatto che questo incarico segnerebbe una pace (e una alleanza) fra i Poteri Forti e Berlusconi, il che renderebbe il prossimo Governo una macchina da guerra irresistibile ...e sto paese sarebbe salvo.

Davide Andriolo ha detto...

Non apprezzo l'immobilismo dei nostri sindacati, non come istituzione sindacale in sé ma perché ignorano gran parte della popolazione lavorativa del paese in nome di quella che è già fra le più tutelate d'Europa. Eppure... un accordo Confindustria-Berlusconi mi sembra proprio quello che mette insieme tutti i Poteri Forti. Un accordo normalissimo che darà al paese delle linee guida totalmente di destra, ma proprio perché non esiste una controparte né politica (il PD deve ancora crescere) né sindacale (proprio per gli errori che dicevo prima) ho un po' paura per le fasce più deboli.
Forse, caro Paraffo, tu non te ne rendi conto, e neanche Berlusconi che in campagna elettorale ha detto chiaramente che si tratta di un falso problema, ma in questo paese i precari aumentano ogni giorno. Io faccio parte di questa schiera, anche se almeno ho un discreto contratto, ma conosco casi molto peggiori... e non esiste per noi una rappresentanza sindacale seria, né una politica forte... la premiata ditta Berlusconi&Montezemolo sarà la cosa peggiore che possa accadere, per noi!

*paraffo* ha detto...

Mi sarei stupito se vessi detto qualcosa di diverso, amico mio!

Come faccio a spiegarti che se c'è una categoria di persone che ha bisogno di consumatori col borsellino pieno sono proprio gli imprenditori?

A chi vendono le loro merci se i loro operai e impiegati muoiono di fame come oggi?

Come faccio a spiegarti che se tu non fossi un precario staresti nella tua bella terra a fare lo struscio la sera in piazza?

Come faccio a spiegarti che tu stai rimanendo un precario solo perchè il paese non cresce da anni e non perchè il tuo bieco datore di lavoro vuole arricchirsi alle tue spalle?

Come faccio a spiegarti che i paesi più ricchi di noi lo sono perchè non hanno partiti comunisti e postcomunisti, con tanto di sindacati al traino, a tentare di impoverirli?

Non faccio! E infatti manco ci provo, caro Mac ....

A queste considerazioni ci si arriva da soli, sempre che il desiderio di vedere la realtà che ci circondi prevalga sul desiderio di sognare paradisi in terra ...

Anonimo ha detto...

Ciao, complimenti per il blog
vorrei fare uno scambio link con il mio blog liberale, pro pdl.
Il fazioso liberale http://fazioso.wordpress.com/
Vi ho già aggiunti tra i links

Davide Andriolo ha detto...

Concordo con tutte quelle domande tue domande retoriche, caro paraffo, credo di esser stato io il primo a averti criticato i nostri sindacati.
Non demonizzo affatto un datore di lavoro che sceglie di ricorrere al precariato, molto meglio questo che la disoccupazione, dico solo che se il precariato diventa lo standard di assunzione (perché è più facile, zero rischi d'impresa su questo aspetto) un giovane non può mai progettare il suo futuro, e questo non potersi progettare porta danni al tessuto sociale oltre che a quello economico del Paese. Dico che questo non accettare che per avere profitti devo avere anche un minimo di rischio d'impresa è un'anomalia dell'imprenditoria italiana, che si riflette oltre che nel precariato anche nelle spese per la ricerca, ad esempio, e comunque in qualunque cosa guardi a un futuro che vada al di là del proprio naso. Lavoro in un campo in cui l'innovazione è tutto, ma la maggior parte dei clienti italiani alla fine ti chiede di lasciare il più possibile tutto come già è, cambiare (anche quando riconoscono che sarebbe in meglio) è un rischio che non vuole correre nessuno, anche per l'immensa burocrazia che governa le nostre grandi imprese. Massimizzare i profitti a breve termine e scappar via con la lauta buoniscita derivante sembra esser il massimo scopo della maggior parte dei manager. Così non si va avanti, purtroppo. Così si spreme solo quello che resta da spremere adesso e si resta senza futuro.

*paraffo* ha detto...

Grazie Chris, ho fatto ben volentieri altrettanto.

Buon lavoro.

*paraffo* ha detto...

Stavolta devo darti ragione, amico Mac. e lo faccio con piacere, vista la rarità dell' evento!

Quello che dici degli imprenditori italiani è verissimo, ma c'è una ragione, anzi due:

1. Confindustria è sempre stata, fino ad oggi (e speriamo che dopo queste elezioni cambi - vedi mio post di stamattina sull' argomento),il sindacato dei Poteri Forti e Parassitari, cioè di quei grandi imprenditori alla Agnelli che hanno sempre fatto quello che dici tu. I medi e piccoli imprenditori, insomma, sono nati, cresciuti ed educati a "quella" cultura dominante. Non era la loro, ma l' hanno sposata perchè per un fabbro semianalfabeta che diventa esportatore mondiale di cucine a gas - tanto per fare un esempio qualsiasi - entrare in Confindustria era come per un sacrestano di provincia, entrare in Vaticano! Credere ciecamente in Papa Agnelli e sentirsi onoratissimo era il minimo, contestarlo una blasfemia impensabile ...

2) L' imprenditore italiano opera in un ambiente ostile: infrastrutture a zero, burocrazia a mille, sindacati paralizzanti, prestigio sociale pari a quello del briganti di strada, fisco predatorio, "obbligatorietà" dell' evasione fiscale per sopravvivere, nel senso che il commerciante non compra i suoi prodotti se non gliene dà una parte in nero perchè anche lui non sopravvive se non evade, terrore costante per il possibile arrivo dell guardia di finanza, angoscia che deriva ad una persona onesta che si trovi a dover riciclare i suoi soldi in banche estere come fanno le cosche con i loro proventi delittuosi, angoscia nel vedersi costretto a corrompere marescialli del GdF e funzionari delle tasse e così via!

Immagino che tu, Mac, di questo stato di cose non abbia notizia ... Se non hai avuto occasione di vivere in quella realtà, certo non hai potuto venire a saperlo dai giornali , perchè non è politicamente corretto parlarne! Guarda cosa succede a Berlusconi quando solo si azzarda a tentare di "farlo capire" con diplomatiche allusioni: crocefissione da parte dei giornali ipocriti dei Padroni che conoscono la situazione e anatemi ideologici da quelli di sinistra che non sanno o non vogliono sapere ....

Non mi stancherò mai di ripetertelo, Mac, e tu dovrai sopportarlo: conoscere i problemi ma non conoscerne la genesi, serve solo a credere di essere informati, senza esserlo e, quindi, assumere posizioni politiche insensate. o sensate solo in astratto!

Il male della gente onesta di sinistra, quale tu sei, è prioprio e solo questo!

Davide Andriolo ha detto...

Andiamo sempre più d'accordo paraffo, la cosa mi spaventa! :-p

La FIAT è stata per anni sicuramente un peso più che un'opportunità per l'economia italiana, concordo pienamente. Gli aiuti statali e la mentalità che ha portato han bloccato la creatività che invece era alla base del successo della nostra impresa. Di contro, ha fornito lavoro a moltissimi italiani, e avendo vissuto a Torino so cosa abbia significato Agnelli per tutti gli operai FIAT, è stato quasi un secondo padre. Questo per me, con gli occhi di oggi, è populismo puro, ma forse all'epoca nella classe politica democristiana questo buon padre-padrone che da lavoro era sembrata la migliore soluzione per i problemi del paese. Soluzione sbagliata, perché risolveva il problema disoccupazione nell'immediato ma creava un enorme colosso coi piedi d'argilla, perché come sempre in Italia non si guarda al di là del proprio naso. Son contento ora, invece, per il nuovo corso FIAT, con Marchionne, perché sembra che finalmente anch'essa si sia decisa a diventare un'azienda moderna.
(ovviamente queste considerazioni valgono anche per altri colossi italiani, come la telecom o trenitalia... le ho avute come clienti e posso raccontare cose che voi umani... :-p oppure, per restare in attualità, per Alitalia, azienda con un organico sovraddimensionato e un'organizzazione spaventosamente inefficiente)

D'altro canto, la difficoltà di fare impresa in Italia è evidente anche a sinistra, finalmente, e se leggi le proposte nel programma andavan tutte in un senso di semplificazione burocratica e alleggerimento fiscale. Certo è però che non si può vivere di sola piccola impresa, in un mondo come il nostro, e è difficile superare la mentalità tipo della maggior parte degli imprenditori italiani, troppo chiusi in una mentalità di bottega o al massimo di corporazione, direttamente derivata dal fascismo.
Tutta l'economia moderna invece sta imparando il valore della cooperazione, almeno per quanto riguarda la ricerca, che è più produttiva con spese comuni... facendo nascere distretti e zone industriali specializzate dalle quali, tranne in rari casi e non sempre vincenti, noi in Italia siamo ben lontani.

Resta il problema dell'evasione, che è secondo me derivante dalla mentalità del qui e ora e della non cooperazione. Non si capisce che pagar le tasse tutti vuol dire pagarle meno, preferendo fare i "furbi" e poi restare fregati (a tal proposito la Teoria dei Giochi di Nash applicata all'Economia è illuminante, e infatti ha meritato il Nobel). Non si capisce (anche per colpa di inefficienza dello stato, ovviamente) il vantaggio che può avere il pagamento delle tasse, ovvero cosa ci pago (in termini di servizi) con esse.
Questa mentalità dell'"obbligatorietà" dell' evasione fiscale è quella a cui non riuscirò mai a conformarmi, caro paraffo. Forse sono socratico in questo, forse essendo nato in un luogo di Mafia aborro per rigetto qualunque illegalità, ma se la legge è ingiusta preferisco lottare per cambiarla piuttosto che trovare la scappatoia per evitarla, finanche dovessi arrivare alla cicuta. E, credimi, non è una cosa che dico tanto per dire perché non capisco la situazione degli imprenditori. In altri ambiti ognuno si trova di fronte a una legge che non ritiene giusta. Io ad esempio considero assolutamente ingiuste le leggi che regolamentano il software in Italia, figlie di una visione da poteri forti, la IBM, perfettamente rappresentata dall'ex e probabilmente prossimo ministro Stanca (e dal decreto Pisanu). Chiamami stupido e idealista, ma son fatto così. Il rispetto per la legge non è una questione di destra e di sinistra. Una destra seria, anzi, è rigorosa con chi trasgredisce. Si torna qui alla lettera di Veltroni, mi sa... perché dover continuamente strizzare l'occhio a chi non ha senso dello stato? non basta il fatto che in Italia sian già in troppi a farsi gli affari propri e non riconoscersi nelle istituzioni?

*paraffo* ha detto...

Andiamo sempre più d'accordo paraffo, la cosa mi spaventa! :-p

So che la tua voleva essere una battuta cordiale e amichevole, Mac, e l' ho apprezzata.

Però, nel merito, si presta ad una puntualizzazione: io so benissimo che l' individuazione dei problemi del paese si presta ad una nostra comunanza di vedute, ma è sulla loro soluzione che difficilmente troveremo un accordo.

Questa difficoltà è dovuta, secondo me, dal tuo approccio ideologico alle questioni.

Comprendo e rispetto il tuo amore viscerale per la legalità (se non altro per la sottolineatura "siciliana" che ne hai fatto) ma io coltivo un altro amore: quello per la giustizia.

In uno stato liberale, le leggi sono fatte per favorire i cittadini, non per vessarli. Ne consegue che il concetto di legalità viene dopo quello di giustizia.

Negli USA, paese nato da una rivolta contro le leggi fiscali ingiuste imposte alle colonie dai governanti inglesi, è GIUSTO (non solo legale) mandare in galera gli evasori fiscali, perchè le aliquote son GIUSTE, sono EQUE, sono più che sopportabile. L' evasore americano è, quindi, un delinquente perchè, se evade, è solo per rubare denaro agli altri contribuenti, quindi per arricchirsi a scapito degli altri.

Il motto "pagare tutti per pagare meno" negli USA ha un senso, da noi NO! Non lo ha perchè:

1. le aliquote sono INIQUE (quelle nominalmente basse che pagano i meno abbienti, ancora più di quelle stratosferiche dei ricchi, perchè togliere 500 euro a chi ne guadagna 2000 è assai diverso dal togliere 5 milioni a chi ne guadagna 9)

2. a queste aliquote da taglieggio baronale medioevale, non corrisponde un adeguata fornitura di servizi ma, anzi, un continuo scemare degli investimenti produttivi e, peggio del peggio del peggio, un continuo aumento del debito pubblico,

Ne consegue che il motto realistico, in Italia, è "pagare tutti per sperperare ancora di più"

Chi si oppone, in proprio, a questo commette una Illegalità - certo - ma anche un atto di Giustizia, verso sè
stesso, la sua famiglia e la comunità tutta, nel senso che la stragrande maggioranza del denaro nero non finisce nei paradisi fiscali, ma viene spesa qui, sotto forma di paghe in nero, di maggiori consumi e persino in investimenti produttivi.

Io posso garantirti, per esserne stato testimone, Mac, che fino al primo avvento di Visco di qualche lustro fa, gli imprenditori locali, i famosi evasori reinvestivano i loro utili neri per ampliare le loro attività.

Ti spiego come: pur avendo liquidità (nere) tali da non aver bisogno di prestiti, si rivolgevano alle banche e accendevano mutui, cioè si indebitavano e pagavano il pizzo degli interessi alle banche, che glieli concedevano perchè erano esse stesse a conservare i capitali (neri) dei loro debitori!

Insomma erano loro stesse a "riciclare" il denaro "sporco", lucrandoci senza alcun rischio!

Grazie a Visco, il Moralizzatore dei Miei Sacri Zebedei, quella funzione è passata dalle banche nostre a quelle estere dei paradisi fiscali!!!!

Quando Tremonti ha promosso la famigerata e immorale e vomitevole (per gli idealisti come te) legge sul rientro dei capitali, quel denaro è rientrato in Italia e questo è stato un avvenimento oggettivamente meritorio, come capirebbe anche un bambino delle elementari, ma come non capisce la sinistra e bada, Mac, che non mi riferisco alla sinistra becera veteromarxista, ma a quella "liberal" di Veltroni! In breve, mi riferisco a te che, in nome dell' amore per la legalità, sei prontissimo a tagliarti gli zebedei, il che potrebbe anche essere l' esercizio di un diritto individuale se tu ti limitassi ai tuoi e non volessi, invece, tagliarli a tutti!

Questo, Mac non è un elogio dell' evasione fiscale, ma è un atto di accusa contro il centrosinistra che obbliga cittadini onesti e timorati di Dio a vivere nel "peccato" civile della illegalità e nella paura continua che arrivino gli sbirri del barone in divisa grigia e fiamme gialle sul bavero, a rapinarli legalmente ma ingiustamente.

Mac, se vuoi capirla, capiscila la realtà, se vuoi sognare, continua a sognare anche perchè lo stato "etico" che vagheggi si realizzerà solo lassù, nell' alto dei cieli. In terra non si è mai visto se non per i pochi mesi che hanno seguito le rivoluzioni francese e a bolscevica.

Fra l' altro, tutti quei moralizzatori rivoluzionari sono stati fatti fuori, FISICAMENTE, dai rivoluzionari che avevano mantenuto i piedi in terra ....

Davide Andriolo ha detto...

Concordo con te perfettamente sul problema, elencato nei tuoi punti 1 e 2, soprattuto nella considerazione (finalmente!) che le aliquote più ingiuste sono quelle per le classi meno abbienti, perché la politica del primo governo berlusconi, dati alla mano, è andata dall'altra parte (il 75% dei tagli hanno riguardato il 20% più ricco della popolazione).

Differiamo invece sulle soluzioni, ovviamente, ma ti invito a riflettere sul fatto che la mia soluzione non è applicabile solo nell'aldilà (dove anzi spero di non pagarle proprio le tasse :-p ) ma quaggiù, se solo già tempo fa invece di risolver la questione singolarmente ognuno e con le sue furberie, come è tipicapente da atteggiamento italico, si fosse costruito un sistema diverso e più "americano" (senza però dimenticare i giusti cuscinetti sociali e servizi pubblici che lì mancano e per i quali son contento di vivere in Italia) nato dall'unione della protesta fiscale.
Non si è arrivati all'abolizione della leva passando per la protesta degli obiettori di coscienza?
Persone che han dichiarato che la legge è ingiusta, l'hanno volutamente trasgredita, pubblcamente, ne han pagato le conseguenze, finché però non hanno ottenuto i risultati sperati.
Avrebbero potuto anche loro guardare al proprio orticello, imboscarsi nella forestale o farsi esentare con l'aiuto di un medico compiacente, e invece hanno avuto il coraggio delle proprie azioni, coscienti del bene che potevano fare alla comunità tutta, invece che solo a se stessi.

Questo ci differenzia, caro paraffo. Il liberismo conservatore crede dai tempi di Adam Smith che la somma di egoismi possa far crescere tutti. Il liberismo sociale crede invece che sia invece la comunità a dover dare le linee guida, altrimenti sarà solo l'egoismo più forte, come in natura, a prevalere

Luca ha detto...

Molto interessante la querelle, ma posso intervenire dicendo che il nodo gordiano si scioglierebbe facilmente, come dicono a destra sinistra centro, tagliando un bel po' di cose inutili e dispendiose? Magari facendolo con raziocinio (analizzando cosa non funziona e tagliando LÌ, non a pioggia come governi di ogni colore ci hanno abituato, tanto nel tagliare che nel distribuire)?

Nessuno, dico NESSUNO dei governi dagli anni '80 almeno ha pensato di tagliare spese inutili e finanziare in maniera oculata e vantaggiosa i soldi nella macchina pubblica. Il risultato è che oggi abbiamo milioni di lavoratori statali inutili, iper-pagati, a fronte di molte persone preparate non utilizzate (es. gli insegnanti in lista per un posto che non arriva mai: ci vuole un genio per capire che, magari, possono essere temporaneamente usati per coprire altre mansioni più redditizzie dell'attendere di essere chiamati per una supplenza?).

Né i governi Prodi né i governi Berlusconi hanno fatto alcunché in proposito. Quando si tratta di tagliare, poi, spesso decidono appunto di tagliare "in toto" senza alcun riguardo per il tagliare dove la spesa ha meno rientro (anzi, se si guarda al trasferimento di soldi da Nord a Sud si ha l'impressione che seguano l'esatto opposto come criterio, anche perché i soldi inviati sono spesso spanti e non spesi).

Ovviamente se qualcuno tocca gli interessi di queste centinaia di migliaia di lavoratori pubblici, rimane fulminato, non per via dei poteri forti, ma semplicemente perché perde moltissimi voti nella propria area.

Ora, se il governo Prodi è "scusato" (per niente) dal fatto che avendo maggioranze risicate imporre una politica di austerità è leggermente difficile, mi viene da piangere se penso che Berlusconi, liberale molto a parole e poco nei fatti IMHO, in cinque anni non ha fatto nulla di tutto ciò...come il governo Prodi, non ha affrontato alcun nodo sostanziale. E la difesa della categoria di Alitalia in campagna elettorale mi è sembrata foriera di una brutta stagione in proposito.

A migliorare le cose non contribuisce certo il fatto che il debito pubblico, a causa soprattutto dell'amico Craxi, galoppa lontano verso le stelle. Il governo Berlusconi non ha fatto nulla su questo fronte, il governo Prodi ha più o meno solo aumentato le tasse e cercato di colpire gli evasori fiscali. Belle prospettive, considerato che il pareggio di bilancio è una delle priorità assolute...

Bon, scusate lo sfogo pessimista. Fuori piove, sono di malumore :-)

*paraffo* ha detto...

Non si è arrivati all'abolizione della leva passando per la protesta degli obiettori di coscienza?

Noooooo! Ci si è arrivato SOLO perchè le esigenze della Nato erano cambiate, dopo la scomparsa dell' URSS: non servivano più eserciti pletorici e mal armati e mal addestrati. Serviva un esercito snello e professionale su cui concentrare le poche risorse che, grazie agli USA, possiamo permetterci di riservare alla Difesa.

Credere che questo cambiamento sia avvenuto grazie agli obiettori di cocienza equivale ad asserire che la piena di un fiume è rientrata non perchè ha smesso di piovere, ma perchè qualche volontario ha messo sacchetti di sabbia sul greto del suo paesino.

E' questa la tragedia con voi sognatori: vi rifiutate di vedere la realtà anche se risplende come il sole (figuriamoci se appena appena è nascosta dalle nubi della propaganda politica)!!

Quanto alle aliquote fiscali, a me pare che i poveri se le siano viste aumentare dall' ultimo governo Prodi! Dici che non è vero? Allora chissà perchè la sinistra, prodiana e non, ha perso le elezioni!!!

Tutto ' sto lavorio che stai facendo sull' analisi del voto, almeno a giudicare da quel che scrivi, mi pare vagamente ... sterile, Mac.

E dammi retta, lascia stare Adam Smith: quando si tratta di povertà o benessere è più sensato andare in un mercato rionale, piuttosto che chiudersi in biblioteca. E te lo dice uno che crede alla necessità della cultura ....

*paraffo* ha detto...

A Luca: mi pare che non ci sia nulla da aggiungere a quel che hai detto, così bene, tu.

Concordo su tutto.

Davide Andriolo ha detto...

Caro paraffo,
è divertente vedere il tuo ostinarsi a darmi del sognatore quando tu stesso ti rifugi in un astratto e iperuranico concetto di giustizia, dimenticando che essa non è un concetto assoluto ma dipendente dalla cultura e declinato secondo le leggi, che seguono (magari con ritardo, ma seguono) la sensibilità comune.
Se vuoi esser realista come dici di essere, il concetto di giustizia in sé non esiste, possiamo solo arrivarci tramite le leggi.
Se vuoi filosofeggiare su una giustizia "naturale" allora non venirmi a criticare quando parlo di moralità. Delle due l'una, non puoi saltare da un modo di pensare a un altro solo per difendere la tua parte politica. Capisco che avete le idee molto confuse da quelle parti fra liberisti, ex fascisti e separatisti, ma prova a deciderti almeno tu su quale è la tua linea di pensiero.

Per quanto riguarda adam smith, a parte che è il riferimento culturale per voi, non per me...
in un mercato rionale non trovi la realtà ma la percezione.
Il punto è che è la percezione che porta al voto, non la realtà.
E cosa crea questa percezione?
Potrei stare ore a dissertare su come si crea il consenso, ma ti invito a leggere la voce propaganda di wikipedia: instillare paura del diverso, trovare capri espiatori per i propri problemi, semplificare (il tuo vai al mercato invece di studiare) etc.
Questa destra è maestra in questo tipo di propaganda, e la sta cavalcando ora con Alemanno a Roma.
Il fatto che porti alla vittoria elettorale è fuori di dubbio, anche Hitler vinse democraticamente le elezioni. Il fatto che sia "morale", o anche soltanto liberale, è tutto un altro discorso. Non è un caso se anche le altre destre europee vedono di mal grado la nostra, e Berlusconi si trovi invece bene con un Putin.
Se a te tutto questo va bene non so proprio che dirti, so che va bene a tanti italiani e finché non vengono toccati i fondamenti di questa Repubblica (e torniamo sempre alla lettera di Veltroni) è logico che chi abbia vinto le elezioni debba governare. Se bene o male, giudicheranno di nuovo gli elettori alla prossima chiamata alle urne

*paraffo* ha detto...

Ho visto che sei incazzato per una fantomatica censura che ti avrei fatto, Mac.

Bè, quando ti sarai calmato, parleremo della "percezione" di cui soffrono i pensionati che, a fine mercato, vanno a rovistare fra gli scarti di frutta e verdura lasciati nei cassonetti della spazzatura.

Ma tu - mi pare di ricordare - la TV non la guardi, neppure quella di Ballarò e di Anno zero che queste cose denunciano da sinistra.

E, di certo, la tua pur precaria posizione lavorativa, ti solleva dall' onere di frequentare i mercatini rionali per risparmiare sulla spesa ...

Davide Andriolo ha detto...

Con una telecamera in mano potrei dimostrarti anche l'esistenza di Dio. La telecamera è un punto di vista, non la verità, e la TV tutta sa manipolarla a proprio uso e consumo per far notizia.
Siamo il paese in Europa con la maggiore diffusione di telefoni cellulari, con una grossa fetta costosa di ultima generazione. Siamo uno dei paesi che spende di più per televisori al plasma e tv satellitare. Siamo uno dei maggiori mercati automobilistici. Ogni volta che c'è un ponte le autostrade si riempiono di vacanzieri... questi sono segni di benessere di una nazione, potrei inquadrare questi invece dei pensionati al mercao e dimostrare l'esatto contrario del tuo teorema. Il paese ha problemi di distribuzione della ricchezza, ovvio, ma non è in recessione. Gente che si lamenta di 1800 euro di stipendio non può esser considerata povera solo perché non può comprarsi il SUV, eppure si percepisce povera in confronto del modello insostenibile imposto dai media. Io col mio stipendio vado al mercato o ai discount a cercare offerte... non mi concedo lussi e se qualche volta voglio concedermeli me li sudo con qualche lavoro in più. Faccio quadrare i conti con un affitto che si prende metà del mio stipendio per una stanza in casa condivisa con altri, e questo stipendio da un momento all'altro potrebbe non esserci più, e mi impedisce di programmar la mia vita oltre i 6 mesi. Eppure non mi sento affatto sfortunato. Solo gradirei che la si smettesse di definirmi radical chic e incapace di capire la società, dato che per vivere mi faccio, scusa la parola, un mazzo tanto, lavorando a volte anche fino a tarda sera. Grazie